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Home arrow Partito Democratico Abruzzo arrow 3 ASSE: I Territori e l'Ambiente

3° Asse: I Territori, L’ambiente PDF Stampa E-mail

Vogliamo fare dell’Abruzzo una regione protagonista nell’era dello sviluppo sostenibile. Per la sua tradizione e per la sua configurazione la nostra regione può svolgere un ruolo leader in questo campo. Siamo convinti che il binomio qualità della vita/qualità dell’ambiente può rappresentare la vocazione fondante dell’identità abruzzese, la sua funzione in chiave europea. La regione Abruzzo ha il primato europeo per quota del territorio coperta da aree protette: un terzo. Questa sua peculiarità, una politica di valorizzazione delle risorse ambientali e della qualità dello sviluppo possono essere anche una grande occasione per attrarre investimenti e programmi comunitari, puntando anche sulla fiscalità agevolata. L’intera strategia per la valorizzazione delle risorse ambientali si nutre di progetti di investimento e azioni di cooperazione che sfruttano le opportunità finanziarie e tematiche offerte dalle iniziative attivate dall’Unione Europea.

Lo sviluppo della progettualità resta uno dei principali obiettivi in tutte le tematiche connesse alle politiche per l’ambiente: dal miglioramento della capacità di progettazione e di governo dei progetti di sviluppo sostenibile e tutela ambientale, al potenziamento delle capacità di ricerca e sviluppo e della produzione di energia rinnovabile, alla valorizzazione delle biodiversità, alla tutela e al ripopolamento faunistico degli animali a rischio, alla promozione dell’educazione ambientale, all’adozione e alla diffusione di costruzioni e tecnologie a basso impatto ambientale, alla salvaguardia idrogeologica e all’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche.

Inoltre, riteniamo che i territori costituiscano una risorsa per lo sviluppo, a patto di migliorarne l’attrattività attraverso politiche adeguate: efficienza ed economicità dei servizi pubblici locali, qualità dell’aria da tutelare con strumenti di monitoraggio, controllo ed intervento, efficienza della gestione dei rifiuti, ottimizzazione delle risorse idriche, disponibilità di energia.

Siamo convinti che il futuro della nostra regione è nell’unire sviluppo economico, insediamenti produttivi e qualità dell’ambiente, dell’aria, del paesaggio, valorizzazione e tutela delle risorse che il territorio esprime, conciliando industria, agricoltura, terziario.

Per queste ragioni, diciamo no all’insediamento del Centro OLI, e agiremo con il nuovo governo regionale per attivare tutte le iniziative opportune e necessarie a tal fine.

Valorizzare i territori significa anche mettere in campo una politica di coesione territoriale, valorizzare le diversità, metterle a rete e a sistema, per fare della regione un unico soggetto di sviluppo.

L’Abruzzo è l’unione di montagna, piccoli comuni, costa, zone interne, città distretto (Avezzano, Sulmona, Giulianova, Ortona, Lanciano, Vasto), città capoluogo e area metropolitana. Ciascuna di queste realtà deve esprimersi nelle sue potenzialità ed interconnettersi con le altre per poter dare vita a quella Regione Urbana diffusa che è l’Abruzzo, che solo in quanto tale, unita e coesa, può essere protagonista dell’economia della conoscenza e sostenibile, protagonista della competizione internazionale e dell’integrazione europea. Regione che a sua volta nella sua unitarietà deve collegarsi ai principali flussi di traffico internazionale delle merci e delle persone, facendone una regione cerniera tra il corridoio tirrenico e l’area adriatica, tra l’Europa continentale, i Balcani e più in generale l’Area Mediterranea, mediante una rete infrastrutturale moderna, efficiente, sostenibile.

Servono politiche ed interventi per i piccoli comuni, con particolare riferimento a quelli montani e delle zone interne, per ridurne l’isolamento, per favorirne l’inserimento nelle dinamiche economiche e culturali regionali, per aggregarli nella gestione dei servizi, al fine di migliorarne la qualità della vita.

Servono politiche urbane per rendere accessibili le città, per accelerarne l’ingresso, per facilitarne l’accoglienza, e per renderne più lenta, più socievole, più aggregante la vita interna, per farne comunità inclusive.

La modernizzazione della rete infrastrutturale è lo snodo decisivo per unire miglioramento della qualità della vita, tutela dell’ambiente, competitività del sistema economico. Il principale problema dell’Abruzzo è da questo punto di vista lo sbilanciamento del suo sistema di trasporti verso il trasporto su gomma, che rappresenta più del 90% del traffico di merci e di passeggeri, con un ingolfamento e sovraccarico della rete stradale. Occorre una drastica “cura del ferro”, con lo sviluppo delle rete ferroviaria, ed un potenziamento della rete portuale, che faccia dei porti abruzzesi un unico sistema integrato, anche attraverso la costituzione di un’Agenzia portuale. Le priorità sono, per il traffico di merci: lo sviluppo della rete portuale; lo sviluppo dell’intermodalità terrestre; l’evoluzione della logistica industriale; per il traffico passeggeri: lo sviluppo del SFMR (Servizio Metropolitano Ferroviario Regionale) coordinato con il Trasporto Pubblico Locale regionale e comunale; il potenziamento e la velocizzazione della rete ferrovieria regionale e della trasversale Pescara-Roma; politiche conseguenti e coordinate di accesso del traffico privato e potenziamento del sistema di parcheggi nelle aree urbane e metropolitane.

Per la qualità dello sviluppo e dell’ambiente della nostra regione è fondamentale l’attuazione del Piano Energetico Regionale recentemente adottato. Negli ultimi dieci anni la produzione di energia elettrica in Abruzzo è aumentata del 60%, grazie in particolare alla crescita dell’offerta di energia da fonti non rinnovabili. La percentuale di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (40% circa) – in particolare, da fonte idroelettrica ed eolica– in Abruzzo è comunque una delle più elevate tra le regioni italiane. Nonostante lo scarso livello di diversificazione delle fonti, l’Abruzzo presenta a livello nazionale primati di innovatività sia nella produzione fotovoltaica che in quella eolica. Quasi completamente assente, e attualmente solo in fase di sperimentazione, è la produzione di energia da biomasse e rifiuti.

Il settore della produzione di energia presenta notevoli opportunità di crescita nel settore delle fonti alternative di energia (fotovoltaico, eolico, biomasse vegetali e da rifiuti) nell’ottica sia di elevare la quantità di energia disponibile (conseguendo livelli più elevati di autosufficienza e/o di sostituzione delle fonti non rinnovabili) che la sua qualità sulla strada di uno sviluppo maggiormente sostenibile.

Una maggiore autosufficienza energetica avrebbe ricadute positive anche sulla competitività del sistema produttivo regionale.

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