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S.Omero ai privati:Brucchi da il via libera a Chiodi. PDF Stampa E-mail
Nessuna mission per gli ospedali periferici della Provincia di Teramo che ora possono rischiare la chiusura.
OGGETTO:S.Omero ai privati:Brucchi da il via libera a Chiodi. Nessuna mission per gli ospedali periferici della Provincia di Teramo che ora possono rischiare la chiusura.

“Neanche un Consiglio regionale straordinario ed una Commissione straordinaria con i sindaci dei comitati ristretti ha fatto cambiare idea al Presidente Chiodi sul riordino della sanità” dice Claudio Ruffini. “Anzi l'intervento in V Commissione del sindaco-medico Brucchi in qualità di Presidente del Comitato ristretto dei sindaci ha confermato due aspetti fondamentali che da mesi il Pd va ripetendo: la provincia di Teramo non è affatto privilegiata dal Piano, per il privato a S.Omero Chiodi ha il benestare dei sindaci Brucchi e Pompizi”.

Secondo Giuseppe Di Luca il sindaco Brucchi  con il suo intervento ha messo a nudo le responsabilità di Chiodi e Venturoni sul riordino della sanità nel teramano ma ha sottaciuto sulla scelta più significativa, ovvero la privatizzazione di S.Omero.

“Mentre dalle sue parole è  emerso che la provincia di Teramo ha meno risorse in base alla quota pro-capite della popolazione, nulla si è detto sulla privatizzazione del presidio vibratiano.Perchè?Brucchi ha dato il suo assenso a Chiodi su S.Omero?ed in qualità di presidente del comitato ristretto rappresenta anche le posizioni del sindaco di S.Omero Pompizi? ” chiede Di Luca.

Per i consiglieri regionali del Pd questo Piano Operativo non fa una scelta concreta e non assegna agli ospedali di periferia una loro mission. Con i tagli e le difficoltà oggettive come poco personale e nessun investimento tecnologico presto si arriverà ad una loro agonia preambolo di una chiusura annunciata. Per salvare i piccoli presidi Chiodi e Venturoni devono calare sul territorio un progetto di sviluppo che assegni loro almeno una specializzazione. Senza un ruolo, questi ospedali produrranno solo insicurezza nel cittadino e faranno lievitare la mobilità passiva. La mancanza di personale medico e paramedico rende in alcuni reparti e servizi persino difficile coprire i turni. Tutto questo si traduce in una riduzione della qualità dei servizi resi ai cittadini, che stanno progressivamente perdendo fiducia in strutture che fino a poco tempo fa erano considerate punti d'eccellenza nella sanità abruzzese. Nemmeno per l'eccellenze dell'ospedale  di Teramo città, ad esempio il dipartimento cardio-chirurgico, Venturoni le sostiene, anzi ne mette a rischio l'elevata qualità raggiunta grazie allo spirito di abnegazione degli stessi medici.

“Abbiamo perso l'ennesima grande occasione:visto che è un tecnico, dall'assessore regionale alla sanità Venturoni ci aspettavamo di più. Se avessero aperto un tavolo di confronto con la minoranza avremmo sicuramente dato il nostro contributo” spiega Ruffini.

“Chiodi e Venturoni hanno scelto di non confrontarsi né con il consiglio regionale,né con i sindaci,né con i territori. Ed il risultato di questa operazione per Teramo è l'arrivo del privato a S.Omero senza alcun progetto, senza  garanzia , ne certezze” aggiunge Di Luca.


Il consigliere regionale
     Claudio Ruffini
    Giuseppe Di Luca
L’Aquila, venerdì 30 luglio 2010
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